Data Pubblicazione: 31/07/18

Selfie, dunque vivo!

Mentre continua il contest #fidenzaselfiepark...
Selfie, dunque vivo!

Tutto nasce da una parola, selfie, coniata nel 2005, entrata nel 2013 nell’Oxford Dictionary come parola dell’anno e da lì in poi diventata un fenomeno di moda in tutto il mondo tanto che anche l’Italia con Milano l’anno successivo si è classificata, con un ragguardevole ottavo posto, nella top ten, stilata dalla rivista Time, delle città col più alto numero di selfie: le Selfie Capital in the World.

Tra l’entusiasmo senza riserve dei più giovani e la diffidenza educativa degli adulti, i selfie o self-portraits ovvero i ritratti digitali, sono oggi una costante della nostra vita digitale e ne attestano le passioni, il cibo preferito o le vacanze, per citare i contenuti che vanno per la maggiore.

Una moda che ha coinvolto capi di stato come Obama o star di fama internazionale come Lady Gaga, Justin Bieber, Kim Kardashian o Ariana Grande (nella foto). Ma iconic selfies coinvolgono anche celebrities italiane come il duo Ferragni-Fedez oppure Jovanotti.

Infatti i selfie sono un fenomeno democratico che contagia tutti, dai comuni mortali alle celebrities, tanto che esiste anche un selfie day: il 18 giugno. Mania nata con i social? Non proprio, piuttosto l’evoluzione contemporanea dell’autoritratto fotografico che si è affermato agli inizi del XX secolo. Qualcuno identifica in un autoscatto davanti allo specchio della tredicenne granduchessa russa Anastasia, figlia dello zar Nicola II, l’antesignano di tutti i selfie. La giovane, peraltro cederà subito al desiderio di condividerla e invierà la fotografia a un amico accompagnandola con un messaggio, oggi diremmo un post, esplicativo: “Ho scattato questa fotografia di me stessa guardando allo specchio. Era molto difficile…”. L’autoritratto, anche nella moderna versione del selfie, è uno strumento attraverso cui si analizza se stessi e la propria interiorità, una esplorazione del privato e dei sentimenti espressi attraverso il corpo e le sue sensazioni impresse in una smorfia, un gesto o uno sguardo. Lo riassume bene Frida Khalo: “Dal momento che i miei soggetti sono sempre stati le mie sensazioni, i miei stati mentali e le reazioni profonde che la vita è andata producendo in me, ho di frequente oggettivato tutto questo in immagini di me stessa, che erano la cosa più sincera e reale che io potessi fare per esprimere ciò che sentivo dentro e fuori di me”.

Oggi la solitudine del gesto, quasi teatrale, nel mondo dei social network diventa seriale e si moltiplica quasi all’infinito, basti pensare che le foto condivise su Instagram con l’hashtag #selfie sono circa 95 milioni. Un fenomeno sociologico ma anche artistico che ha suscitato l’interesse della fiera d’arte di Londra, il Moving Image, o del MOMA, il Museo d’Arte Moderna di New York.
Ma tra autoesposizione e contest, con finalità di promozione culturale o commerciale, la selfiemania coinvolge tante realtà, ne è certo un esempio anche il contest in corso al Fidenza Shopping Park, https://www.fidenzapark.it/blog/2018-fidenzaselfiepark-contest/. Ci guardiamo allo specchio per rispecchiarci negli altri e avere un feed back per la scelta di un rossetto, un abito o un paio di scarpe ma anche di un libro, come è accaduto con “L’amica geniale”, il caso letterario italiano che sta dilagando da una sponda all’altra dell’Oceano.

Di fatto oggi il selfie rappresenta il mezzo creativo e più democratico a disposizione di tutti per trasmettere un pensiero, uno stato d’animo, una condizione sociale. E ieri come oggi attraverso la condivisione di questo gesto emerge una costante ricerca di confronto, un bisogno o un desiderio di connettersi a una comunità, di fare parte o di avere parte a un gruppo. Un atteggiamento che sembra suggerire una lapidaria constatazione sulla modernità: selfie ergo sum.

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Posted on

July 31, 2018